Claudio Lenzi

 

Nasce a Monteveglio in provincia di Bologna il 5-6-1946. E’ l’undicesimo figlio di Luisa Palmerini e Renato Lenzi.
L’ultima guerra mondiale è finita, ma la miseria è diffusa nella maggior parte delle famiglie del tempo, compresa in quella del medico condotto dott. Renato Lenzi.

Dopo la nascita di Claudio la sua famiglia si trasferisce prima a Bologna (1950), poi a San Lazzaro (1960), dove il papà ha fatto costruire una villetta, gravata da un mutuo trentennale, sita di fronte al palazzo municipale.

Come riporta nella pubblicazione “Natura Insieme”, a differenza delle sorelle che primeggiano a livello scolastico, lui non brilla a scuola. Si trova più a suo agio a giocare a calcio.

Come tutti gli altri fratelli maschi viene mandato dai genitori in collegio.

Si diploma perito industriale.

Si impegna a livello politico e ben presto entra nella segreteria provinciale del movimento giovanile DC
insieme a personaggi che acquisiranno in futuro un ruolo nazionale: Luigi Marino (Presidente nazionale delle cooperative bianche e Senatore della Repubblica),
Giovanni Spinosa (Magistrato del Foro Bolognese), Franco Chiusoli (Parlamentare), Pier Ferdinando Casini (ex Presidente della Camera dei Deputati).
Il suo impegno politico, con la tessera della DC, lo svolge solo in ambito giovanile.

Si iscrive all’università (Facoltà di Scienze Politiche), ma nel 1970, come diplomato si apre inaspettatamente la possibilità di insegnare, perché nella scuola media hanno potenziato le materie tecniche-operative (chiamate Applicazioni Tecniche, poi Educazione Tecnica).

Con l’insegnamento e i primi guadagni decide di cimentarsi nel campionato italiano Rally con una Autobianchi A 112 (nella categoria auto di serie). Nei tre anni di competizioni sorprende gli amici dimostrando attitudine alla guida e si classifica tra i primi piloti della scuderia bolognese Sacco Corse. L’hobby automobilistico non gli impedisce di impegnarsi nel sociale. Insieme a Laura Galavotti fonda il CE.P.S.I. (Centro Promozione Sociale Immigrati), affiliato al C.O.I. dell'Onorevole Giovanni Verga di Milano (personaggio che viene citato nel libro Natura insieme), organismo che promuove l’inserimento degli immigrati (allora erano i meridionali del Sud Italia) nella nostra realtà territoriale bolognese.

Nel 1973 sposa Franca Montebugnoli. Il matrimonio sarà allietato da sei figli, quattro maschi e due femmine.
Dopo alcuni anni i coniugi acquistano un piccolo podere ad Ozzano dell'Emilia in cima al monte Arligo, e con l’aiuto della famiglia, ristrutturano la vecchia e cadente abitazione.

Claudio, ancora una volta, non si limita al solo impegno professionale, ma si "butta" nel sindacato, per due mandati congressuali ricopre la carica di segretario provinciale del SISM CISL (poi Federscuola CISL).
Come successe per la politica rifiuta la "carriera" sindacale e preferisce ritornare all’insegnamento e pubblicare con la casa editrice Calderini un testo scolastico
(Fondamenti di Educazione Tecnica).

L’impegno politico rimane nel suo cuore, negli anni '90 viene eletto come indipendente consigliere comunale del Comune di Ozzano dell’Emilia e rimane per due mandati consecutivi ricoprendo la carica di capogruppo. Successivamente accetta di candidarsi per la carica di Sindaco di Ozzano.
E’ un insuccesso: come aveva promesso in campagna elettorale, si ritira dall’agone politico e fonda l'associazione culturale “Insieme per” che promuove le iniziative più disparate (dibattiti culturali, sulla salute e biblici, concorsi di fotografia nazionale,con il circolo Scaccozzano promuove il gioco degli scacchi con corsi e tornei, restauro pilastrini votivi, ogni anno organizza la festa dell'associazione con le caldarroste).

Andato in pensione, dedica il tempo libero al podere di casa e all’associazione, che continua a presiedere.

Si inserisce all’interno del gruppo podistico “Vittorio” di San Lazzaro, con loro tre volte alla settimana cammina e scopre nuovi sentieri tra le belle colline bolognesi.

Pubblica nel 2003 un volume “Natura insieme”, edito dalla Tipoarte di Ozzano con riflessioni, pensieri e stupori che sgorgano nel camminare insieme. Questa opera è accolta con favore e ottiene un buon successo di vendite.

Nell’estate del 2003, con l’amico Antonio Tong, percorre il Cammino di Santiago in terra di Spagna. 800 km a piedi da Roncisvalle a Santiago di Compostela, che diventano il nuovo libro di Claudio: "Le stelle nello zaino" edizione Tipoarte, con la prefazione di Romano Prodi, allora Presidente della Commissione Europea.

Una email, proveniente dalla città spagnola di Palos, stravolge le lezioni di scacchi che stava preparando.
Il 20 maggio 2006 esce il libro "Insegnami a giocare a scacchi" che riporta 16 lezioni del gioco e i numerosi dialoghi, via Internet, tra Antonio e Claudio. Due persone innamorate dei paesi in cui abitano: Palos de la Frontera e Ozzano dell'Emilia. Lo spagnolo Antonio si sofferma su Cristoforo Colombo che nel 1492 salpò dalla sua città verso l'ignoto. La data di uscita del libro coincide con i 500 anni dalla morte di Colombo.

All'avvicinarsi dei 60 anni Claudio si affascina alla vita di un eremita greco, un certo Teocle. Come succede spesso nella vita i progetti più ambiziosi sono ostacolati da mille difficoltà. Nel suo caso i dischi fissi del suo computer improvvisamente vanno in corto circuito e tutte le notizie che contenevano sono perse. Una ragione in più per rimboccarsi le maniche e nel 2009 viene pubblicato: "Teocle, l'eremita errante".
L'autore racconta di aver conosciuto, lungo la gradinata che porta al santuario di san Luca un barbone che dice di essere l'eremita Teocle. Dagli incontri settimanali nasce un'amicizia che porta Teocle a svelare le difficoltà vissute nel portare la sacra icona di san Luca da Costantinopoli al monte della Guardia di Bologna. Emerge un Teocle dalla vita tormentata, amante e conoscitore dell'antica città di Bologna e uomo dalla profonda religiosità
.

Tra agosto e settembre 2009 Claudio, per la seconda volta, intraprende il cammino a piedi verso Santiago. Questa volta parte da Lourdes ed arriva a Muxia: 1033 km (in 33 giorni) per passare dal più grande santuario mariano francese alla piccola cittadina spagnola sull'Atlantico ove sulla scogliera vi è un tempio dedicato alla Madonna della Barca. Gli appunti presi trattano argomenti particolari: il burro (asino in spagnolo), l'importanza dell'acqua per i pellegrini, i sacrifici affrontati e la necessità di fare un percorso di introspezione. Questi temi, con i numerosi dialoghi con un compagno di viaggio misterioso, sono gli argomenti del volume dato alle stampe alla fine del 2012 con il titolo: Il cammino del burro. In realtà sono due libri in uno: il racconto del pellegrino burro e il diario del cammino, corredato da diagrammi e fotografie scattate dall'autore.

 

E' stato presidente, per quindi anni e fino al 2014, dell'associazione "Insieme per" di Ozzano. A tutti spetta un po' di riposo ... e il desiderio di scrivere il primo romanzo.

Nell'estate del 2016, prima della stampa del nuovo libro e per onorare l'anno della Misericordia, parte da casa (Sant'Andrea di Ozzano) per raggiunge a piedi Roma (vedi il diario del pellegrinaggio di 550 km da Ozzano a Roma).

 

"L'ombra del melo" è il titolo del suo primo romanzo dove i protagonisti sono Viviana e il marito Antonio, lasciato dalla moglie dopo 35 anni di matrimonio. Questa coppia con i loro quattro figli e l'amico Davide sono i personaggi del racconto.

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