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"insegnami a giocare a scacchi"

di Claudio Lenzi

il libro si può ordinare alla casa editrice: Bacchilega Editore
o
365Bookmark ( promosso nella sezione "Hobby e giochi in casa")

 

Interventi giunti all'autore di : Arrigo B., Mauro B., Renato L, Giuliana P., Claudio Franzoni, Italo Testa articoli: Sabato Sera, Il Resto del Carlino, Il Castellano

Ciò che mi preme maggiormente dirti è che appena ho potuto ho cominciato letteralmente a divorare il contenuto "non scacchistico" del tuo "lavoro". Infatti, seppur esposti con grande chiarezza e semplicità i canoni fondamentali del gioco, non sono questi che mi hanno impressionato ( credo di aver letto centinaia di manualetti sull'argomento ), bensì la corrispondenza con Antonio. Mi è bastato dapprima leggerne alcuni stralci quà e là per farmi un'idea, ma successivamente sono stato preso da un grande interesse interiore, soprattutto là dove la vostra corrispondenza s'interrompe dolorosamente lasciando un po' di amaro in bocca. Ma tutto ciò che vi era stato precedentemente ha un valore a volte trascendente, sicuramente sempre di grande valore umano seppur costellato di incomprensioni e polemiche ( da parte sua...).
Avresti ugualmente pubblicato il tuo lavoro se fosse stato privo della corrispondenza con Antonio?
Ti confesso che quanto ho letto da metà della pagina 119 mi ha fatto venire i brividi: mi riprometto di leggere tutta la corrispondenza nella sua intierezza e, se lo gradirai, mi permetterò di dirti ciò che ne penso......se sarò all'altezza!
Certo che l'abbinamento scacchi/corrispondenza con Antonio è, a mio parere, ASSOLUTAMENTE VINCENTE.
Complimenti ancora
Con amicizia
Arrigo

Ho letto tutto di un fiato il tuo libro.
E' molto originale e stimolante per le riflessioni proposte.
Il passo della Badessa l'ho percorso anch'io. Avevo circa 10 anni e seguivo mio padre in un pomeriggio di caccia. All'imbrunire, per rientrare più rapidamente verso la casa dei miei zii, che come tu sai abitavano sotto la tua casa, passammo proprio sul crinale.
Io soffrivo e soffro tuttora di vertigini e ho percorso il tratto più stretto a cavalcioni (come scrivi tu) un po' deriso da mio padre che era andato oltre e a mo' di sostegno mi allungava la canna del fucile (scarico) per darmi un punto di sostegno.
Forse oggi il crinale si è ulteriormente assottigliato... E' un ricordo indelebile.
Anche mio figlio Lorenzo ha acquistato una cucciola di Labrador (pelo nero) che ora ha 8 mesi. Il soprannome aspiratutto è veramente azzeccato. Qualche volta la porto a casa mia, è molto affettuosa e di grande compagnia. Lui la tiene sempre con se' in negozio e sta buona buona ai suoi piedi.
Ciao
Mauro

Ho letto il libro sugli scacchi. Al terzo capitolo ho
cominciato a leggere solamente le lettere che tu e Antonio vi siete
scritti. Sono rimasto incollato al libro che ho avidamente terminato
durante un viaggio in treno lungo la costa sud dell'isola principale del Giappone.
Ti mando un forte abbraccio da così lontano che se dovessi venire da te a
nuoto mi ci vorrebbero varie vite, ma fortunatamente questo messaggio
arriverà al tuo server solo in una frazione di secondo. Un abbraccio,
Renato


Ho letto il tuo ultimo libro:
BELLO!
D'ora in poi, quando ti chiederanno che cosa fai nella vita, non occorre che stai a dire... insegnavo..., facevo... gioco a scacchi, presiedo una associazione, ecc.. basta semplicemente che dici:
SONO UNO SCRITTORE.
Avendoti accennato a come sono andate le mie vacanze, forse immaginerai che l'ho letto in fretta, in brevi ritagli pomeridiani. Questo non ha influito sul mio apprezzamento, ma non mi ha lasciato il tempo di imparare a giocare a scacchi. Mi sono ripromessa di riprenderlo in mano con calma il prossimo inverno perchè.. uno scopo con me lo hai ottenuto: mi è venuta voglia di imparare a giocare a scacchi.
Un po' ho giocato con Stefano, mio figlio, quando aveva 8 - 11 anni e, nel nostro piccolo, ci siamo molto divertiti. Ad un certo punto del libro non ti ho più seguito ed ho capito che il mio livello è "meno che elementare".. però: che bello leggere le tue lezioni e riconoscere, riscoprire ogni singolo pezzo come vecchi amici, dopo 13 - 14 anni... Anche se, sinceramente, a volte mi sono chiesta se questo gioco non sia più consono alla mentalità maschile che non a quella femminile (?) Le donne, che sembrano più pazienti degli uomini perchè in effetti svolgono tanti lavori che richiedono questa qualità, raramente diventano campionesse ad esempio nel gioco delle carte o degli scacchi stessi. Come mai? Forse perchè sono più concrete degli uomini e usano tutta la loro pazienza appunto per i lavori non disponendone più per il gioco? O forse perchè sono meno calcolatrici, meno fredde, più emotive, più istintive o impulsive? Una grande qualità che hanno le donne è l'intuito, ma con gli scacchi serve a poco. O sbaglio?
A proposito di mentalità femminile, ti confesso che ho molto, molto apprezzato il corsivo e le tue parti descrittive, rispetto alle lezioni vere e proprie, nonostante le abbia trovate chiarissime e ben scritte. Dalla mia condizione di "meno che elementare" posso ben farti i complimenti per come sei riuscito a "sminuzzare" concetti e regole molto difficili in piccoli "bocconcini" adatti ad essere masticati dai principianti e questa capacità di rendere facile il difficile, anche in altri ambiti della vita, è indubbiamente rara e preziosa.
Mi sono appassionata subito ai tuoi dialoghi con Antonio e speravo in un "lieto fine" che invece non c'è stato. Mi è dispiaciuto che sia andata così, anche se non mi era molto simpatico. Come immaginerai, io ero tutta dalla tua parte.... non perchè ti conosco, ma perchè tu sai come la penso in materia di religione e anche di filosofia di vita.
La differenza fra noi due è che io mi limito a pensare e tu invece le cose le scrivi come vorrei scriverle io....
Mi piacerebbe dirti cose più importanti sull'insieme del tuo bel libro ma non ho la competenza. Il mio intuito e il mio istinto femminile non mi vengono in aiuto e quindi ti dico solo che, a differenza di quello che ha osato fare Antonio, io non ti chiederò mai di sfidarti a scacchi. Ti ringrazio invece di cuore per aver donato a me e a chi ti legge un altro po' di te stesso.
Ti ho letto davvero con molto piacere, e mi auguro che tu scriva ancora.
Giuliana

Da quest'anno "Il Castellano" dedica una pagina del giornale alle lezioni di scacchi dell'arbitro Alessio Badiali, alle associazioni Gruppo Scacchi Castellano e "Insieme per" di Ozzano dell'Emilia.
Al presidente di quest'ultima associazione ti chiediamo: chi è Claudio Lenzi?

Sono un professore in pensione e presiedo l'associazione "Insieme per" di Ozzano.
Sappiamo che è rischioso dare troppo spazio agli intervistati, ma ci puoi dare qualche informazione di più sulla tua persona e gli incarichi che hai ricoperto?
In effetti il mio curriculum è molto vasto, ma sinteticamente posso dire:
-ho insegnato per trenta anni Educazione Tecnica nelle scuole medie;
-sono nonno e padre di sei figli;
-sono stato pilota nazionale di rally;
-segretario provinciale del sindacato scuola CISL;
-Consigliere comunale per due mandati ad Ozzano;
-autore di libri.
Hobby?
Calcio e scacchi, ma in entrambi i giochi il livello è sempre stato amatoriale.
Com'è sorta l'associazione che presiedi?
L'idea mi venne quando ero sui banchi del Consiglio Comunale. Mi accorgevo che le battaglie politiche che intraprendevo spesso erano intese come critiche all'amministrazione comunale, mentre io le sostenevo per migliorare il mio paese. Pensai e lo dissi in Consiglio Comunale che un giorno, se mi fosse stato possibile, avrei continuato a dare il mio contributo a favore di Ozzano in ambito culturale.
Ho avuto la fortuna di trovare degli amici stupendi che mi hanno sostenuto in questa impresa.
Quali sono i campi di azione di "Insieme per"?
La promozione dell'attività scacchistica con il circolo Scaccozzano, un concorso annuale e nazionale di fotografia, e numerose iniziative culturali promosse in sette anni di attività, che il sito www.amozzano riporta minuziosamente.
Parlaci ora dei tuoi libri.
A parte il primo che è un manuale di tecnica e l'ho pubblicato mentre insegnavo, gli altri libri sono rivolti ad un pubblico più vasto e sono stati scritti in questi ultimi anni.
Quali sono gli argomenti affrontati?
Apparentemente sono molto diversi tra loro. Cronologicamente il primo (Natura Insieme) riporta 20 passeggiate nelle colline bolognesi. Il secondo (Le stelle nello zaino) è il diario di viaggio a piedi da Roncisvalle a Santiago de Compostela. Il terzo è un manuale del gioco degli scacchi.
In realtà tutti e tre riportano i miei sentimenti, i miei ideali, la passione per la terra in cui vivo e la storia di amici splendidi che ho conosciuto.
Cosa ti spinge a scrivere?
Lasciare una traccia della propria vita sulla carta sembra possa essere un'azione indelebile nel tempo, in realtà, come direbbe Qohelet, questa fatica dell'uomo è puramente vanità. Però fa piacere sentire i commenti dei lettori specie quando fai loro trascorrere momenti piacevoli.
Pensa che c'è chi li legge il libro di Santiago ai suoi nipotini come fossero favole morali.
Alcuni commenti sono riportati sul sito dell'associazione sotto la voce i libri di Claudio.
Parlaci un po' del tuo libro di scacchi.
Avevo iniziato a scrivere un semplice manuale di scacchi rivolto agli alunni della scuola dell'obbligo, simile alle lezioni che tengo alle elementari, poi si è inserito lo spagnolo Antonio di Palos che mi ha chiesto di insegnargli a giocare a scacchi.
Antonio con i suoi racconti mi ha trasformato il libro che riporta i dialoghi avvenuti tra noi via Internet. Lui mi parla della città di Palos e del suo odio per Cristoforo Colombo, io gli contrappongo Ozzano e frammenti dei miei pensieri.
Ora capisco il titolo e la copertina del libro.
Sì, il titolo è preso da una frase dello spagnolo Antonio. In realtà oltre alla frase "Insegnami a giocare a scacchi" ho riportato un sottotitolo che mi è stato suggerito da Alessio Badiali: "Un italiano, Uno spagnolo, Una storia vera, Un gioco Meraviglioso". La copertina poi l'ha disegnata Enrico Fantini, un caro amico di Castel San Pietro, il quale ha riportato alcuni pezzi degli scacchi e su lo sfondo le Caravelle di Cristoforo Colombo.
Hai altri progetti per il futuro?
Avevo iniziato a raccontare la vita di Teocle, un eremita greco, ma i dischi fissi del mio computer sono andati in corto circuito e ho perso tutto il contenuto in modo incomprensibile.
Con molta difficoltà ho ripreso a scrivere perché insieme a Teocle riporto le mie idee, la mia vita. La vita degli uomini è affascinante, perché ogni persona è unica.
Claudio Franzoni
Mi chiamo Italo Testa, sono vice presidente del circolo scacchi Ghedi una città situata nella bassa pianura lombarda, in provincia di Brescia. Le scrivo per farle i complimenti per il libro che ha scritto (insegnami a giocare a scacchi), lo trovo un libro fantastico sia per il racconto, sia come spiega un modo cosi semplice il gioco degli scacchi. Io ho sempre amato il gioco degli scacchi fino da bambino, infatti per amore di questo nobile gioco sono diventato un collezionista di scacchi provenienti da tutto il mondo e ho letto tanti libri sulla storia, leggende che riguardano il nobile gioco.

Riguardo a Cristoforo Colombo io penso che tutta la Storia si sta manipolata dai storici e quello che arriva alle nostre generazione non sia una storia vera ma manipolata per motivi politici. Poi ciascuno guarda la storia da un punto che gli interessa o gli fa più comodo. Anche nel gioco degli scacchi ci sono posizione che uno crede vantaggiose poi si accorge che ci sono varianti e sotto varianti, cosa ne pensi?